GUIDA ALLA CELLULITE – ARTICOLO 12 – ALIMENTAZIONE EQUILIBRATA

G U I D A    A L L A    C E L L U L I T E
A R T I C O L O    12

La cellulite: alimentazione equilibrata

 

L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel benessere dell’intero organismo e nella prevenzione della cellulite. Uno stile alimentare equilibrato aiuta a migliorare la circolazione, ridurre la ritenzione idrica e favorire l’eliminazione delle tossine. Al contrario, uno squilibrio può contribuire all’infiammazione dei tessuti e accentuare l’aspetto della cellulite. Associare una corretta alimentazione a movimento e idratazione costante è uno dei modi più efficaci per prendersi cura del proprio corpo. Affidarsi a un nutrizionista esperto è la scelta migliore che si possa fare per costruire strategie alimentari efficaci, sostenibili nel tempo e scientificamente coerenti con la fisiologia umana.

Premesso che un regime alimentare dev’essere personalizzato, cioè aderire perfettamente alle caratteristiche individuali di una persona, è molto utile comprendere alcuni meccanismi fisiologici generali in funzione del miglioramento della cellulite e del dimagrimento.

 

C’è un punto centrale, una regola metabolica precisa: per perdere grasso corporeo serve un deficit calorico, cioè introdurre meno energia (con il cibo) di quella che il corpo consuma.

Il corpo umano immagazzina energia principalmente sotto forma di tessuto adiposo (trigliceridi negli adipociti) e di glicogeno (formato da molecole di glucosio); per l’utilizzo dei trigliceridi è necessaria la lipolisi (che abbiamo visto) mentre per l’utilizzo del glucosio è necessaria la glicolisi (scissione del glucosio, che avviene tramite processi biochimici noti).

Per il nostro obiettivo (ridurre il grasso in eccesso) dovremmo indurre il nostro corpo ad attivare la lipolisi piuttosto che la glicolisi. Vediamo come.

Il modo in cui il corpo decide se utilizzare glucosio o grassi come carburante dipende da meccanismi metabolici sofisticati, tra cui il cosiddetto ciclo di Randle, che regola il rapporto tra glicolisi e lipolisi. Quando l’energia introdotta con il cibo supera il fabbisogno energetico quotidiano il surplus viene accumulato; quando invece l’introito calorico è inferiore al dispendio il corpo deve utilizzare le riserve energetiche. Questo è il deficit calorico.

Quando il deficit è costante diminuiscono progressivamente le riserve di glicogeno, aumenta il ricorso agli acidi grassi, il tessuto adiposo rilascia trigliceridi e aumenta la lipolisi soprattutto in condizione di insulina relativamente bassa (al contrario, livelli elevati di insulina tendono a ridurre la mobilizzazione dei grassi).

La glicolisi è il sistema preferito dal corpo quando l’intensità dello sforzo è elevata, il glucosio è abbondante e l’insulina è alta. Il glucosio rappresenta un carburante rapido ed efficiente.

Ridurre i carboidrati può aiutare alcune persone perché abbassa le oscillazioni glicemiche, migliora il controllo della fame, riduce l’iperinsulinemia e favorisce una maggiore ossidazione lipidica. Ma ciò che più conta è il deficit calorico e una strategia alimentare perché sia efficace e sostenibile nel lungo periodo deve essere moderata per non aumentare la fame e lo stress, deve introdurre proteine adeguate a preservare la massa magra (muscoli), aumentare la sazietà e sostenere il metabolismo, deve gestire bene l’insulina per cui è utile scegliere alimenti meno processati, distribuire bene i pasti ed evitare eccessi continui.

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