GUIDA ALLA CELLULITE – ARTICOLO 7 – INFIAMMAZIONE DI BASSO GRADO

G U I D A    A L L A    C E L L U L I T E
A R T I C O L O    7

La cellulite: lo stato infiammatorio di basso grado

 

Un ulteriore fattore eziologico nello sviluppo della cellulite è lo stato infiammatorio cronico di basso grado, uno stato infiammatorio cronico, lieve e persistente, che non dà i segni classici dell’infiammazione acuta (rossore evidente, dolore intenso, gonfiore marcato), ma mantiene l’organismo in una condizione di attivazione immunitaria continua e silenziosa.

Quando gli adipociti aumentano di volume (ipertrofia) possono andare incontro a ipossia locale, poiché la rete microvascolare non sempre riesce a fornire ossigeno e nutrienti in maniera sufficiente. L’ipossia stimola la produzione di citochine e chemochine pro-infiammatorie (proteine di segnalazione prodotte dalle cellule immunitarie, ma anche da fibroblasti, adipociti, cellule endoteliali) e favorisce il reclutamento di macrofagi (cellule del sistema immunitario che “ripuliscono” l’organismo da detriti e microbi e regolano l’infiammazione, decidendo se attivarla o spegnerla) nel tessuto adiposo, mantenendo attivo uno stato infiammatorio locale.

Questo ambiente infiammatorio ha effetti diretti sulla matrice extracellulare:

* Alterazioni del collagene: i fibroblasti attivati aumentano la sintesi di collagene, ma allo stesso tempo lo stato infiammatorio stimola la produzione di metalloproteinasi della matrice extracellulare, enzimi che degradano le fibre collagene. L’equilibrio tra sintesi e degradazione viene quindi perturbato, con collagene più disorganizzato e meno funzionale;

* Modificazioni delle fibre elastiche, che possono frammentarsi e perdere integrità, riducendo l’elasticità complessiva del tessuto;

* Attivazione persistente dei fibroblasti e dei miofibroblasti, che depongono collagene in eccesso e ispessiscono i setti connettivali, generando fibrosi e retrazione dei tessuti.

In condizioni fisiologiche, l’attività dei fibroblasti e delle metalloproteinasi permette il continuo rimodellamento della matrice extracellulare, fondamentale per mantenere elasticità e funzionalità. Tuttavia, nello stato infiammatorio cronico, questo equilibrio si rompe: la degradazione e la riorganizzazione anomala del collagene, combinata con la deposizione eccessiva, aumenta la rigidità dei setti connettivali.

Con questo articolo si conclude la parte della nostra rubrica dedicata ai principali fattori eziologici della cellulite. Nei prossimi appuntamenti approfondiremo altri aspetti legati a questa condizione e alle strategie di trattamento.

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