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La cellulite: attività fisica costante

 

Contrastare la cellulite in modo efficace richiede un approccio costante, e l’attività fisica gioca un ruolo centrale non solo visibile, ma soprattutto microscopico.

L’esercizio fisico regolare interviene su più livelli biologici, influenzando direttamente questi meccanismi.

    • Miglioramento del microcircolo: durante l’attività fisica, il flusso sanguigno aumenta; questo significa più ossigeno e nutrienti per le cellule e una migliore eliminazione delle tossine, i capillari diventano più efficienti, riducendo la stasi venosa tipica delle zone colpite da cellulite.
    • Riduzione del volume degli adipociti: l’esercizio aerobico (camminata veloce, camminata in salita, corsa leggera, ciclismo o nuoto lento) stimola la lipolisi, cioè la rottura dei trigliceridi immagazzinati negli adipociti; le cellule adipose si “svuotano”, diminuendo la pressione sui tessuti circostanti.
    • Attivazione mitocondriale: a livello intracellulare, l’attività fisica aumenta il numero e l’efficienza dei mitocondri, le “centrali energetiche” della cellula; questo migliora il metabolismo dei grassi e riduce l’accumulo lipidico.
    • Effetto antinfiammatorio: l’esercizio regolare modula la produzione di citochine, riducendo lo stato infiammatorio cronico di basso grado che contribuisce alla degenerazione del tessuto.
    • Stimolazione del collagene: allenamenti di forza (come esercizi con pesi o corpo libero) aumentano la tensione meccanica sui tessuti, stimolando i fibroblasti a produrre nuovo collagene; questo migliora l’elasticità e la compattezza della pelle.

Quali attività sono più efficaci?

Non tutta l’attività fisica ha lo stesso impatto. L’approccio migliore combina diverse tipologie:

    • attività aerobica (3–5 volte a settimana): favorisce il consumo di grassi e la circolazione
    • allenamento di forza (2–3 volte a settimana): migliora tono muscolare e struttura del tessuto
    • esercizi a basso impatto ma costanti (come camminata quotidiana): fondamentali per mantenere attivo il microcircolo

Combattere la cellulite non significa eliminare un difetto superficiale, ma intervenire su un sistema biologico complesso. Serve tempo e regolarità. L’attività fisica agisce in profondità solo quando è costante. A livello cellulare, i benefici dell’attività fisica non sono immediati né permanenti se non mantenuti. Gli adipociti possono tornare ad accumulare grasso, la circolazione può rallentare e l’infiammazione riattivarsi. È la continuità che permette adattamenti metabolici stabili, rimodellamento del tessuto connettivo e miglioramento duraturo della qualità della pelle.

Nel prossimo articolo faremo un focus sul “bruciare i grassi”.

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La cellulite: obiettivo e strategie di trattamento

 

Ora che sappiamo cos’è la cellulite e come si forma e se vogliamo agire per contrastarla è fondamentale fissare l’obiettivo da raggiungere.

Vediamo quale.

Eliminare del tutto e in modo definitivo la cellulite è, nella maggior parte dei casi, un obiettivo poco realistico. Non perché “non si faccia abbastanza”, ma perché la cellulite è una condizione multifattoriale: entrano in gioco genetica, ormoni, struttura del tessuto connettivo, circolazione e stile di vita. Alcuni di questi fattori non sono modificabili.

Per questo motivo, fissare come unico traguardo la sua completa scomparsa rischia di diventare controproducente, soprattutto dal punto di vista psicologico. Si crea una rincorsa continua a un ideale irraggiungibile, con il risultato di frustrazione, insoddisfazione e perdita di motivazione.

L’obiettivo, invece, dovrebbe cambiare prospettiva: non “eliminare”, ma migliorare.

Migliorare la qualità della pelle, la compattezza dei tessuti, la circolazione, la leggerezza delle gambe e, più in generale, il benessere del corpo. Questo approccio ha due vantaggi fondamentali.

Il primo è concreto: lavorando su fattori controllabili si ottengono risultati visibili e progressivi, anche se non assoluti.

Il secondo è mentale: spostare il focus dal difetto da cancellare al corpo da valorizzare permette di costruire un rapporto più equilibrato con sé stessi. Non si tratta di “arrivare alla perfezione”, ma di sentirsi meglio nella propria pelle, con maggiore consapevolezza e serenità.

In altre parole, l’obiettivo efficace non è combattere il corpo, ma collaborare con esso. Ed è proprio questo cambio di mentalità che rende il percorso sostenibile nel tempo e, paradossalmente, anche più efficace nei risultati.

E allora come combattere la cellulite? Cosa può aiutare davvero per ottenere risultati?

Quando si parla di risultati concreti e duraturi, non esiste una soluzione unica o immediata. La vera strategia efficace nasce dall’integrazione di più fattori, che lavorano in sinergia per migliorare non solo l’aspetto estetico, ma anche il benessere generale.

Nei prossimi articoli parleremo dei seguenti fattori fondamentali per raggiungere l’obiettivo prefisso:

  • Attività fisica costante
  • Stile di vita sano e attivo (meno sedentarietà)
  • Alimentazione equilibrata
  • Idratazione adeguata
  • Trattamenti professionali mirati (linfodrenaggio, tecnologie specifiche)
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La cellulite: lo stato infiammatorio di basso grado

 

Un ulteriore fattore eziologico nello sviluppo della cellulite è lo stato infiammatorio cronico di basso grado, uno stato infiammatorio cronico, lieve e persistente, che non dà i segni classici dell’infiammazione acuta (rossore evidente, dolore intenso, gonfiore marcato), ma mantiene l’organismo in una condizione di attivazione immunitaria continua e silenziosa.

Quando gli adipociti aumentano di volume (ipertrofia) possono andare incontro a ipossia locale, poiché la rete microvascolare non sempre riesce a fornire ossigeno e nutrienti in maniera sufficiente. L’ipossia stimola la produzione di citochine e chemochine pro-infiammatorie (proteine di segnalazione prodotte dalle cellule immunitarie, ma anche da fibroblasti, adipociti, cellule endoteliali) e favorisce il reclutamento di macrofagi (cellule del sistema immunitario che “ripuliscono” l’organismo da detriti e microbi e regolano l’infiammazione, decidendo se attivarla o spegnerla) nel tessuto adiposo, mantenendo attivo uno stato infiammatorio locale.

Questo ambiente infiammatorio ha effetti diretti sulla matrice extracellulare:

* Alterazioni del collagene: i fibroblasti attivati aumentano la sintesi di collagene, ma allo stesso tempo lo stato infiammatorio stimola la produzione di metalloproteinasi della matrice extracellulare, enzimi che degradano le fibre collagene. L’equilibrio tra sintesi e degradazione viene quindi perturbato, con collagene più disorganizzato e meno funzionale;

* Modificazioni delle fibre elastiche, che possono frammentarsi e perdere integrità, riducendo l’elasticità complessiva del tessuto;

* Attivazione persistente dei fibroblasti e dei miofibroblasti, che depongono collagene in eccesso e ispessiscono i setti connettivali, generando fibrosi e retrazione dei tessuti.

In condizioni fisiologiche, l’attività dei fibroblasti e delle metalloproteinasi permette il continuo rimodellamento della matrice extracellulare, fondamentale per mantenere elasticità e funzionalità. Tuttavia, nello stato infiammatorio cronico, questo equilibrio si rompe: la degradazione e la riorganizzazione anomala del collagene, combinata con la deposizione eccessiva, aumenta la rigidità dei setti connettivali.

Con questo articolo si conclude la parte della nostra rubrica dedicata ai principali fattori eziologici della cellulite. Nei prossimi appuntamenti approfondiremo altri aspetti legati a questa condizione e alle strategie di trattamento.

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La cellulite: il ruolo della sedentarietà

 

Tra i fattori eziologici che possono favorire la comparsa e la progressione della cellulite rientra anche la sedentarietà, cioè la ridotta attività fisica nella vita quotidiana.

Il movimento svolge infatti un ruolo importante nel mantenimento dell’equilibrio fisiologico dei tessuti e nel corretto funzionamento del sistema circolatorio e linfatico.
L’attività muscolare degli arti inferiori agisce come una vera e propria “pompa muscolare”, facilitando il ritorno del sangue venoso verso il cuore e contribuendo al drenaggio dei liquidi interstiziali attraverso il sistema linfatico.
Quando l’attività fisica è ridotta o assente si possono verificare diversi effetti:

* rallentamento del ritorno venoso, dovuto alla minore attivazione della pompa muscolare degli arti inferiori;

* riduzione del drenaggio linfatico, con maggiore tendenza al ristagno dei liquidi nello spazio interstiziale;

* riduzione della perfusione tissutale, cioè dell’apporto di ossigeno e nutrienti ai tessuti;

* alterazioni del metabolismo del tessuto adiposo, con maggiore predisposizione all’accumulo di trigliceridi negli adipociti: Quando ci si muove poco, i muscoli consumano meno glucosio e questo porta ad un aumento dell’insulina nel sangue e una minore risposta delle cellule all’insulina (insulino-resistenza); l’insulina ha un effetto diretto sugli adipociti perché stimola l’accumulo di grasso (lipogenesi) e inibisce la liberazione di grassi (lipolisi) con il risultato che il tessuto adiposo accumula più lipidi e li rilascia meno. Senza attività fisica non si attivano ormoni come adrenalina e noradrenalina che stimolano gli enzimi come la lipasi per cui i trigliceridi rimangono bloccati negli adipociti. Inoltre diminuisce il numero e la funzione dei mitocondri (soprattutto nei muscoli) con conseguenti minore ossidazione degli acidi grassi e più lipidi disponibili che si accumulano nel tessuto adiposo.

Curiosità: dopo circa 30–60 minuti di inattività (per esempio stare seduti) crolla l’attività degli enzimi che bruciano i grassi (come la lipasi), diminuisce drasticamente il consumo di glucosio nei muscoli e la circolazione rallenta, soprattutto nelle gambe. Piccoli movimenti fanno una grande differenza: ad esempio alzarsi o fare 2 minuti di camminata o anche solo stare in piedi possono “riattivare” temporaneamente il metabolismo.

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La cellulite: la predisposizione genetica

 

Tra i fattori eziologici della cellulite rientra anche la predisposizione genetica, cioè l’insieme delle caratteristiche biologiche ereditarie che possono rendere alcune persone più inclini a sviluppare questa condizione.
La componente genetica influenza diversi aspetti della struttura e del funzionamento dei tessuti coinvolti nello sviluppo della cellulite. La cellulite non è legata a un singolo gene, ma a una combinazione di geni: ci sono i geni del collagene (influenzano la struttura della pelle ovvero quanto il tessuto connettivo è forte o cedevole), geni legati al metabolismo dei grassi (controllano la formazione delle cellule adipose e influenzano l’assorbimento dei grassi), geni della microcircolazione (regolano la formazione dei vasi sanguigni) e geni ormonali (influenzano come il corpo risponde agli ormoni soprattutto estrogeni).

Quindi la predisposizione genetica può riguardare:

* la distribuzione del tessuto adiposo, cioè la tendenza ad accumulare grasso in specifiche aree del corpo come cosce, glutei e fianchi;

* le caratteristiche del tessuto connettivo, come l’organizzazione e la resistenza dei setti fibrosi che compartimentano l’ipoderma;

* la funzionalità del microcircolo, che può risultare più o meno efficiente nel garantire un adeguato apporto di ossigeno ai tessuti e un corretto drenaggio dei liquidi interstiziali;

* la risposta metabolica degli adipociti, cioè la tendenza delle cellule adipose ad accumulare o mobilizzare trigliceridi.

Questi fattori possono determinare una maggiore suscettibilità alle alterazioni strutturali dell’ipoderma che caratterizzano la cellulite. È anche per questo motivo che spesso si osserva una familiarità, cioè la presenza della cellulite in più donne appartenenti alla stessa famiglia.
La predisposizione genetica, tuttavia, non determina inevitabilmente la comparsa della cellulite: stile di vita, alimentazione, attività fisica e altri fattori fisiologici possono influenzarne in modo significativo lo sviluppo e l’evoluzione.

Curiosità: gli studi suggeriscono che la predisposizione alla cellulite è dovuta circa a 60–70% alla genetica e 30–40% allo stile di vita; i geni creano una “base” su cui poi agiscono alimentazione, movimento e abitudini. Due persone con la stessa genetica possono avere risultati molto diversi a seconda dello stile di vita e due persone con lo stesso stile di vita possono avere cellulite molto diversa. Anche persone molto magre o sportive possono avere cellulite proprio per la componente genetica, soprattutto legata al collagene e agli estrogeni.

Nel prossimo articolo della rubrica approfondiremo un altro fattore eziologico: la sedentarietà.

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La cellulite: il ruolo degli estrogeni

 

Tra i fattori eziologici della cellulite un ruolo rilevante è svolto dall’assetto ormonale, in particolare dagli estrogeni, ormoni sessuali femminili che influenzano numerosi processi fisiologici dell’organismo e che esercitano effetti diretti sul tessuto adiposo, sul microcircolo e sul tessuto connettivo.

Gli estrogeni agiscono legandosi a specifici recettori presenti nelle cellule endoteliali dei vasi sanguigni, negli adipociti e nei fibroblasti del tessuto connettivo. L’attivazione di questi recettori modula diversi processi biologici che possono contribuire alle alterazioni strutturali dell’ipoderma.
In particolare, gli estrogeni possono determinare:

* aumento della permeabilità capillare, attraverso modificazioni delle giunzioni intercellulari dell’endotelio vascolare: gli estrogeni attivano l’enzima chinasi che aggiunge gruppi fosfato alle proteine giunzionali che sono nella membrana plasmatica delle cellule endoteliali e concentrate nei punti di contatto tra cellule adiacenti; hanno funzione di sigillare lo spazio tra le cellule, di controllare cosa passa tra le cellule (permeabilità) e di adesione meccanica tra cellule; i gruppi fosfati (molecole) destabilizzano le proteine che perdono le loro funzioni;

* riduzione del tono delle cellule muscolari lisce della parete vascolare, con possibile rallentamento del ritorno venoso e maggiore tendenza al ristagno dei liquidi nei tessuti;

* stimolazione della lipogenesi negli adipociti, cioè dei processi biochimici che portano alla sintesi e all’accumulo di trigliceridi all’interno delle cellule adipose, con conseguente aumento del volume delle cellule adipose (ipertrofia).

L’insieme di questi effetti può contribuire alla formazione di edema interstiziale e creare condizioni favorevoli alle modificazioni della matrice extracellulare e dei setti connettivali che caratterizzano la cellulite.
Le variazioni dei livelli estrogenici durante la vita della donna (pubertà, gravidanza, utilizzo di contraccettivi ormonali o altri cambiamenti endocrini) possono quindi influenzare l’evoluzione di questi processi.

Curiosità: le cellule muscolari lisce vascolari si trovano nello strato più esterno (soprattutto in arterie e vene) e sono cellule contrattili, cioè possono accorciarsi o rilassarsi con funzione di vasocostrizione e vasodilatazione quindi determinano la pressione e il flusso sanguigno.

Nel prossimo articolo della rubrica approfondiremo un altro fattore eziologico della cellulite: la predisposizione genetica.

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La cellulite: disfunzione del microcircolo venoso-linfatico

 

Il microcircolo è costituito da una rete molto fitta di capillari, venule e vasi linfatici che ha il compito di garantire ai tessuti l’apporto di ossigeno e nutrienti e, allo stesso tempo, di favorire la rimozione delle sostanze di scarto del metabolismo cellulare (l’insieme di tutte le reazioni chimiche che avvengono dentro una cellula per mantenerla viva).

In presenza di un microcircolo rallentato (disfunzione) si verificano diversi fenomeni:

* riduzione dell’ossigenazione tissutale (ipossia): l’ossigeno svolge un ruolo fondamentale nella respirazione cellulare perché agisce come accettore finale di elettroni nella catena di trasporto. Grazie a questo processo, permette la produzione efficiente di ATP, cioè l’energia utilizzata dalla cellula. Quando l’ossigeno si combina con elettroni e protoni, si forma acqua come prodotto finale. In carenza/assenza di ossigeno, la produzione di energia diminuisce drasticamente e la cellula deve passare a meccanismi meno efficienti.

* aumento della permeabilità capillare: le cellule endoteliali sono collegate tramite giunzioni che mantengono l’integrità della barriera vascolare e controllano il passaggio di fluidi e molecole. In condizioni infiammatorie queste giunzioni possono allentarsi o rompersi, gli spazi tra le cellule si allargano e la barriera perde la sua funzione, favorendo l’uscita di plasma e proteine nel tessuto e contribuendo all’edema.

* rallentamento del drenaggio venoso e linfatico, che avviene quando diminuisce la spinta dei fluidi all’interno dei vasi: la spinta dei fluidi è la forza che permette a sangue e linfa di muoversi all’interno dei vasi. Nel sistema venoso, questa spinta è data soprattutto dalla pressione generata dal cuore e dalla contrazione dei muscoli, che comprimono le vene aiutando il sangue a risalire verso l’alto. Nel sistema linfatico, invece, non c’è una pompa centrale: la linfa si muove grazie ai movimenti del corpo, alla respirazione e alla compressione dei tessuti. Se queste forze diminuiscono, il flusso rallenta e i liquidi tendono a ristagnare.

Curiosità: le cellule endoteliali formano l’endotelio, un sottile monostrato che riveste internamente vasi sanguigni, linfatici e cuore, fungendo da barriera attiva tra sangue e tessuti. Regolano il flusso sanguigno, la coagulazione, l’infiammazione e la permeabilità vascolare.

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La cellulite: i fattori eziologici principali

 

La cellulite è una condizione fisiologica che riguarda circa l’80–90% delle donne, indipendentemente da peso ed età. Non si tratta di semplice accumulo adiposo, ma come detto nel precedente articolo della rubrica, di una alterazione strutturale dell’ipoderma.

Vediamo cosa significa.

L’ipoderma (tessuto sottocutaneo) è lo strato più profondo della pelle, collega la pelle ai muscoli sottostanti ed è composto principalmente da tessuto adiposo che contiene adipociti, cellule piene di trigliceridi; vi sono poi fibre collagene ed elastiche immerse nella matrice extracellulare e setti fibrosi che compartimentano l’ipoderma in lobuli.

Per diverse cause, che vedremo, i setti connettivali si ispessiscono, si irrigidiscono (meno elasticità) e i miofibroblasti in loro prossimità esercitano una forza retrattiva verso il basso: è in questo modo che si formano le fossette della cellulite. Se poi gli adipociti si riempiono (ipertrofia) di trigliceridi (grasso) il volume dei lobuli aumenta, spingono verso l’alto (protusione) e compare l’aspetto a “buccia d’arancia”.

Ma quali sono le cause (i fattori eziologici) di queste alterazioni strutturali?
Questi sono i fattori eziologici principali:
• Disfunzione del microcircolo venoso-linfatico
• Assetto ormonale (estrogeni)
• Predisposizione genetica
• Sedentarietà
• Stato infiammatorio di basso grado

Nel prossimo articolo vedremo nel dettaglio ognuno di questi fattori.

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La cellulite: descrizione generale

 

La cellulite, tecnicamente chiamata PEFS (Pannicolopatia Edemato-Fibro-Sclerotica), è un’alterazione del tessuto adiposo sottocutaneo associata a disfunzione microcircolatoria e modificazioni della matrice extracellulare.

Il processo evolutivo si sviluppa in più fasi:

1. Fase edematosa: il microcircolo rallentato causa:
• ipossia (carenza di ossigeno nei tessuti);
• aumento della permeabilità capillare (perdita della normale funzione di barriera dell’endotelio microvascolare che determina un maggiore flusso di liquido verso lo spazio interstiziale);
• alterazione del drenaggio veno-linfatico e conseguente ristagno (edema).

2. Fase fibrosa: l’edema persistente induce una risposta fibroblastica in prossimità dei setti connettivali (i miofibroblasti, cellule attivate nell’ipoderma, generano una forza contrattile e producono maggiori quantità di collagene; tutto ciò causa fibrosi cioè retrazione, rigidità e ispessimento dei setti connettivali (strutture fibrose costituite prevalentemente da collagene e fibre elastiche, che attraversano il tessuto adiposo sottocutaneo con funzione di compartimentarlo in lobuli e garantire sostegno meccanico);

3. Fase sclerotica: formazione di noduli fibrotici palpabili (aree circoscritte del pannicolo adiposo sottocutaneo in cui si verifica fibrosi, in prossimità dei setti connettivali) che causano retrazioni cutanee cioè “tirano” la cute verso il basso ma, contemporaneamente, i lobuli adiposi spingono verso l’alto e quindi compare l’aspetto a “buccia d’arancia”.

Nei prossimi articoli della nostra rubrica approfondiremo alcuni concetti presentati.

Vi lasciamo con una curiosità: lo sapete perché in genere gli uomini non hanno la cellulite o comunque è molto meno evidente?

Dipende da una differenza anatomica dell’ipoderma tra uomo e donna: nella donna i setti connettivali sono verticali, perpendicolari al piano cutaneo, e ciò comporta una maggiore predisposizione alla protrusione lobulare; nell’uomo la struttura è più obliqua e reticolare quindi vi è un maggiore contenimento meccanico del tessuto adiposo.

T R A T T A M E N T I    C O R P O    D I    E S T E T I C A    A V A N Z A T A
I N F I N I T Y    B O D Y    S H A P E

Infinity Body Shape è sicuramente una delle soluzioni più interessanti e rivoluzionarie per trattamenti di estetica avanzata per il corpo e per il viso.

L’apparecchiatura è dotata di una serie di programmi innovativi che abbinano sequenze di trattamenti utili per migliorare gli inestetismi della cellulite, i pannicoli adiposi e l’atonia muscolare. Le tecnologie che la compongono permettono di effettuare trattamenti personalizzati programmabili e specifici, agendo simultaneamente sugli inestetismi sopra citati.

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Trattamento ad azione mirata al modellamento, drenaggio e rigenerazione tissutale (elasticità), aumento e stimolazione del microcircolo.

L’Endomassaggio rullato dinamico, effettua un drenaggio superficiale e profondo, rimodellamento della silhouette e massaggio connettivale; si unisce all’applicazione della Radiofrequenza Multipolare per l’elasticità tessutale, l’aumento del microcircolo con conseguente assorbimento degli attivi, alla NIR che riattiva la microcircolazione e stimola la produzione di nuovo collagene, donando tono e sostegno alla pelle, ed alla tecnologia LLLT (Laser 980nm), fotostimolante superficiale e coadiuvante nel trattamento dell’adipe.

A completare questo processo dinamico, la Cromofrequenza, attraverso la vibrazione dei colori, genera ulteriore energia a disposizione delle cellule.

L’endomassaggio sviluppa un tipo di massaggio meccanico effettuato con l’ausilio di un manipolo dotato di rulli magnetici, intercambiabili, a seconda della problematica da trattare e della tipologia di effetto massaggiante desiderato; si possono effettuare operazioni di scollamento, drenaggio e massaggio ritmico. E’ possibile modificare il ritmo di aspirazione-pausa in modo da evitare danni alla struttura del derma e alla rete capillare e allo stesso tempo effettuare un’aspirazione più forte. L’aspirazione con vacuum, attraverso una pompa aspirante, richiama dagli strati profondi verso quelli superficiali sangue e linfa contenenti depositi di scorie, tossine e residui metabolici, stimolando così un rapido ed efficace smaltimento attraverso il sistema linfatico. Notevole il richiamo di sangue e quindi il riempimento forzato dei capillari determinato dalla funzione di vacuum pulsato, l’aspirazione segue un ritmo programmato e il tessuto viene aspirato tra gli appositi rulli del manipolo e rilasciato.

Questa stimolazione, che alterna fase di risucchio e rilascio, favorisce anche il rassodamento e il rimodellamento dei tessuti, ridisegnando le forme. Può anche essere utilizzata per favorire lo scollamento dei tessuti. Questo sistema, funzionando come una pompa esterna, effettua una ginnastica vascolare che migliora la circolazione venosa e linfatica medio-superficiale.

L’associazione di aspirazione/pausa provoca una distensione verticale del tessuto connettivo tale da determinare una redistribuzione degli accumuli: tutto questo porta ad un rimodellamento della silhouette e del contorno cutaneo, essendo inoltre di stimolo per la corretta progressione della circolazione linfatica.

Una seduta del trattamento SINERGY-ENDO dura 60 minuti.

L’azione positiva specificamente sul rimodellamento corporeo completo con un effetto duraturo richiede un ciclo di almeno 8 sedute.

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Trattamento ad azione mirata allo scioglimento dell’adipe (riduzione del grasso corporeo) e a combattere gli inestetismi causati dalla cellulite.

Le energie combinate sinergicamente sono: gli ultrasuoni che, con azione principalmente meccanica determinano l’aumento e la stimolazione del microcircolo e il miglioramento degli inestetismi causati da adipe e cellulite in quanto il movimento delle particelle dei tessuti attraversati dall’onda ultrasonica producono variazioni di pressione in grado di aumentare la permeabilità di membrana e la scompaginazione dei tessuti per separazione delle fibre di collagene (depolimerizzazione delle fibre reticolari e connettivali) e il movimento dei liquidi e delle tossine che vengono progressivamente eliminati; la radiofrequenza, che lavora sull’elasticità tessutale e l’aumento del microcircolo con conseguente assorbimento dei principi attivi; la dermoinfusione (elettroporazione transdermica), una metodica che attraverso speciali correnti dinamiche, forme d’onda e frequenze diverse, agisce sulla dilatazione dei pori della pelle permettendo di aumentare la permeabilità dei tessuti cutanei favorendo il trasporto e la penetrazione dei principi attivi dei cosmetici utilizzati contenenti acido jaluronico, peptidi, vitamine; modeling wave (elettromiostimolazione) è una particolare forma d’onda generata da un passaggio continuo di corrente che innesca un aumento dell’attività cellulare, vivifica la circolazione sanguigna ed è coadiuvante nel trattamento di aree colpite dagli inestetismi di cellulite e adipe, genera inoltre la contrazione delle minuscole fibre muscolari situate nel derma da cui deriva il netto miglioramento del trofismo del tessuto; l’LLLT (Laser 980nm), fotostimolante superficiale e coadiuvante del trattamento dell’adipe; il NIR che riattiva la microcircolazione e stimola la produzione di nuovo collagene, donando tono e sostegno alla pelle.

Questa sinergia è in grado di riattivare tutte le zone interessate da cuscinetti come fianchi, ventre, ginocchia, cosce, e si rivela inoltre indispensabile per rivitalizzare anche le aree colpite da inestetismi causati dalla cellulite migliorando il microcircolo e il riassorbimento dei liquidi.

Una seduta del trattamento SINERGY-ULTRA dura 90 minuti.

L’azione positiva specificamente sulla riduzione della cellulite richiede un ciclo di più sedute dipendente dalla gravità della problematica, si va dalle 8 sedute per cellulite edematosa alle 12 o più sedute per cellulite fibrosa e sclerotizzata.

P O S T I L L A    F I N A L E

E’ importante ricordare che nessun trattamento estetico, per quanto efficace, può prescindere da uno stile di vita sano. Un’alimentazione equilibrata, ricca di nutrienti e povera di eccessi, insieme a una regolare attività fisica, rappresentano il vero fondamento per potenziare e mantenere nel tempo i risultati ottenuti nel trattamento della cellulite. Il movimento stimola la circolazione, favorisce il drenaggio dei liquidi e contribuisce al benessere generale dell’organismo, mentre una corretta alimentazione supporta i tessuti dall’interno. Solo l’integrazione tra trattamenti mirati e buone abitudini quotidiane permette di raggiungere risultati armoniosi e duraturi, valorizzando la salute oltre all’estetica.

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